martedì 19 agosto 2008

Un modo alternativo di spendere Coperto + Pizza + Birra + Dolce + Caffè + Ammazzacaffè

Ok ok, so già che cosa mi state per dire: "Era meglio se prendevi davvero una pizza", "Ma non potevi prendere un gioco usato per Ps2 / Ds / Psp / Xbox360?", "Andare al Warervillage no eh?", ecc... ecc... Visto che però sono in un periodo in cui sto recuperando un sacco di cose italiane che mi sono perso in epoca particolarmente virulenta di "zombite manghesca", mi sono detto: "Partiamo da un personaggio che volente o nolente ricordo con affetto" essendo stato all'epoca un affezionato lettore Bonelli. Solo che complice i manga (maledetti manga! sempro loro!) e quel disastro ferroviario fumettistico chiamato "Dylan Dog #100" (numero con cui ho interrotto la serie preso da terrificanti convulsioni) abbandonai Dylan Dog, Legs e Nathan Never. Dotato di 20 € in tasca (ok, "trovalo un ristorante dove prendi tutte quelle cose con 20 €), guardavo con insistenza questo bustone con 27 numeri + 2 speciali (compresi albetti su Mai) di Legs Weaver. Ripenso ai miei 16 anni e mi dico: "Massì... Sarà interessante rileggerlo con il senno di poi". Pago (a dire il vero con l'incredulità del fumettaro che mai avrebbe pensato che io potessi acquistare Legs Weaver), me ne torno a casa ed inizio a leggere il primo numero. A dire il vero me lo ricordavo un po' meglio... maledetti ricordi. Su questo blog ed in maniera assolutamente casuale ed aperiodica inizierò una serie di recensioni assolutamente non serie su Legs (Capito? Non prendetele sul serio!). Chi è che ha detto che è una "cosa inutile"? Tu? Ah si, hai ragione. Hai vinto un Boero. Per le recensioni userò il metro delle teste di Legs. Più sono e più il numero assomiglierà ad una esperienza psicotronica di sola andata.


Legenda votazione di Legs Weaver


Mmmm... Vediamo un po'... Ci sono i disegni, ci sono le vignette, i dialoghi, la carta... Si, ok, è un fumetto.



Dite la verità, per un momento siete stati tratti in inganno e credevate che fosse un fumetto, vero?



Ah! Ah! Ah! Che bella questa parodia di Legs! Aspetta...



Se gli mettete sopra una sovracopertina di "In cucina con Suor Germana" forse riuscite a venderlo col tradimento al vostro peggior nemico ed al budello di sua madre (con risp. parlando).



Sicuri che non c'è scritto "Necronomicon" al posto di "Legs Weaver? No, giusto per sapere. Comunque perdete 3d10 punti sanità mentale e guadagnate il 4 % sui "Miti di Cthulhu".

sabato 16 agosto 2008

Installazione di recupero in corso...

Sono sincero, stavo per mandare tutto all'aria. Le ultime cose che mi sono successe, sia lavorative che personali, mi stavano definitivamente convincendo che questa non era la mia via. Che stavo semplicemente perdendo tempo in un ambiente lavorativo in cui, dal livello personale ed emotivo, non mi sarei per nulla trovato bene. Le poche "soffisfazioni" sono state controbilanciate da una serie di problemi, sfighe, lutti, e quant'altro può capitare in generale. Uno arriva anche a pensare che tutto quello che uno sta facendo porti sfiga a se stesso, ma sopratutto agli altri. Infatti uno incomincia a disinteressarsi (avevo smesso di leggere fumetti), uno incomincia a tagliare i ponti con i disegnatori (chiedo scusa a Mirella ed Alessio ed a tutti gli altri) ed a semplicemente intraprendere altre vie. Cosa mi ha fatto cambiare idea? Sostanzialmente tre cose.

La prima.

Moleskina del blog "Spremuta di inchiostro". Perchè se non ci fosse stata lei con cui parlare su Skype a quest'ora questo blog parlerebbe del fatto che sono entrato in una qualsiasi agenzia interinale per una bella carriera improntata nel precariano non fumettistico. Questo è il mio primo grazie.

La seconda

La seconda è una grossa collaborazione in sospeso. Mi sono sentito un po' come quei vecchi che non mollano perchè hanno un ultimo lavoro da portare a termine. Il problema è che non sono vecchio e non sarebbe il mio ultimo lavoro (cristo, dio ce ne scampi!), ma potrebbe essere forse il primo.

La terza

Riprendere tutto quello lasciato in sospeso è un incubo... Viene quasi voglia di distruggere tutto, ma quando si ha un cassetto bello pieno per fortuna pensi che stai facendo una cazzata. Ho deciso di ritornare alla fonte, di ripartire da un soggetto semplice, non molto articolato (di solito sono quelli che funzionano di più). E questo libro mi ha aiutato a scegliere da cosa iniziare. Il libro è "Fate a New York" di Martin Millar.


Le premesse di "Fate a New York" sono semplici. Prendo dal restro del romanzo.

Morag e Heather, due fatine punk scozzesi, si ritrovano catapultate a New York, nell'appartamento di Dinnie, il peggior violinista del mondo. Rinnegate dalla propria madrepatria per il loro rifiuto dei dogmi dell'essere fata e per aver tentato di sovvertire l'ordine del mondo delle fate suonando i riff dei Ramones sulle loro arpe, non vedono l'ora di godersi la loro ritrovata libertà. Ma il piano si rivela più difficile di quanto sembra...


Avevo un vecchio soggetto da riprendere e mi ci sono ributtato subito sotto. Vi siete mai chiesti come sarebbe stata la Woodstock delle fate?

Adesso vi lascio. Ho cose da scrivere e persone a cui chiedere scusa.

Recovery installation complete.
Press a key to continue...

venerdì 8 agosto 2008

Io sono come Sergio Gallastroni

Io sono come Sergio Gallastroni. Il povero pazzo di Adda di Montepulciano.



Il problema è che sono stronzo, non povero pazzo. Proprio stronzo.