martedì 16 giugno 2009

Questione di lana caprina


Ho avuto occasione di rivedere questi tre capolavori quasi uno dopo l'altro. Ed è incredibile pensare che John Carpenter a distanza di un anno abbia sfornato due capolavori come "1997: Fuda da New York" (Escape from New York, 1981) e "La Cosa" (The Thing, 1982). Di "1997: Fuga da New York" ho personalmente nel cuore la colonna sonora, che posseggo in vinile, ed il protagonista Snake Plissken (in italiano "Iena Plissken") che ha creato un vero e proprio archetipo di protagonista. Diciamocelo, dovrebbero mettere la sua immagine accanto alla parola "Badass" e "Palle quadrate". "La Cosa" poi è sconvolgente tutt'ora. Sia per le atmosfere (davvero belle e perfettamente in tema le musiche di Ennio Morricone) sia la sceneggiatura che ha il coraggio di percorrere la propria strada in maniera coerente ("Adesso cosa facciamo? Niente..."). Quello che rende assurda la sua visione tutt'ora sono gli effetti speciali. La famosa creatura di "La Cosa" è un incubo amorfo degno del peggior incubo di Lovecraft. Il fatto poi di essere stato realizzato con metodi "tradizionali" gli rende una fisicità che tutt'ora ben pochi film possiedono. Personalmente ritengo gli effetti speciali di "La Cosa" la massima espressione di ciò che si può ottenere con lattice ed animatroni. Veniamo adesso a "Grosso guaio a Chinatown" (Big trouble in Little China, 1986). Cosa dire di questo fu western riadattao come "favola moderna"? Che è la rappresentazione perfetta dello shock culturale che tutti i film cinesi hanno portato nella filmografia di Hollywood. Mentre tutti combattono Jack Burton non fa altro che prenderle dall'inizio alla fine e nonostante non capisca assolutamente una ceppa di quello che gli sta accadendo attorno riesce pure a salvare il mondo. Vedere questi tre film quasi insieme mi ha smosso molto dentro, mi ha ricordato perché adoro John Carpenter e perché mi ero quasi scordato di lui (sacrilegio!) mentre sto cercando un buon film da vedere. Perché non esiste una versione dvd decente di "Il seme della follia" (In the Mouth of Madness, 1995)?

3 commenti:

francesco codolo ha detto...

GRANDEEE!!! mi piacciono questi post!

che capolavori! "grosso guaio" poi è un concentrato di idee originali una dietro l'altra

Evilex ha detto...

Anche io in questi giorni mi sto facendo una maratona di due dei registi che preferisco in assoluto: Walther Hill e John Carpenter!
Ho rivalutato un sacco "Essi Vivono", che avevo visto distrattamente in tv anni fa... Un messaggio quasi analogo a quello di Matrix, ma trattato in una maniera più "low-fi" e cruda, che alla fine me lo fa amare più di tutti i blockbuster attuali, ripieni di tanta computergrafica e poca anima!
A giorni mi sparo "Il Signore del Male", altro lavoro incompreso del grande Carpenter e, naturalmente, La Cosa, Grosso Guaio e Fuga da NY!

Claudio Cerri ha detto...

Carpeter è indubbiamente un grande. E ora una bella "frase fatta": non fanno piu' i film di una volta.... ^_^