lunedì 3 agosto 2009

L'animazione giapponese in Italia sta morendo?

Pubblico questo post, rimasto solo nell'ambito della Bozza di questo blog, per condividere alcune mie impressioni riguardante l'animazione giapponese in Italia dopo che tornati da Lucca Comics con le borse piene di DVD ultra scontati o in offerta speciale.

REQUIEM FOR ANIME

Per molti questa è la proria collezione di cartoni animati di cui essere tanto orgogliosi.
E' da quando sono tornato a casa da Lucca Comics and Games 2008 carico di dvd in offerta, presi agli stand della Yamato Video e della Terminal Video, che mi frulla questo pensiero in testa:

Siamo nel bel mezzo del crepuscolo dell'animazione giapponese in Italia?


Apparte tutte le discussioni riguardante il fatto che questo "crepuscolo" stia investendo tutto il mondo (si pensi al fallimento di Manga Video e alla conseguente caduta in un oscuro limbo dei diritti di Ghost in the Shell, alla chiusura della storica Ad Vision, alla chiusura delle sezioni americane di Geneon e Bandai Visual), quello che mi premeva analizzare era la situazione italiana. Cosa ho trovato a Lucca Comics and Games 2008? Nient'altro che le seguenti cose:

1 - D/Visual assente
2 - Exa Cinema / Fool Frame - Ex Shin Vision totalmente assente.
3 - Dynit che porta delle novità, ma si rifiuta di fare una conferenza stampa.
4 - Yamato che annuncia qualcosa come 29 (!) serie di animazione.

5 - Panini Video che dice che gli interessa solo ed esclusivamente portare avanti Death Note e basta, chiudendo l'incontro non annunciando nient'altro se non una sequela di smentite.

6 - Terminal Video che svendeva TUTTO il suo catalogo di animazione a prezzo sudicio (Paprika Limited Edition a 39 € nuovo ad esempio) e Yamato Video che fa un 4 x 3 molto interessante.


Tornato a casa mi sono sentito come un avvoltoio che ha pasteggiato con la carcassa di un'antilope. Sul serio. I fan degli anime sono diventati come quelli del calcio. Tutti sono doppiatori, tutti sono attori, tutti sono direttori del doppiaggio, tutti sono traduttori ed adattatori. Risultato è che se "non è come l'originale" non lo si prende, anzi lo si scarica con quei bei fansub fatti così bene dove abbondano frasi come "foresta concreta" (false friend di concrete che significa cemento e non "concreta"), escalamazioni come "I... I... You!" e "Even at a time like this!" e con un italiano che chiamarlo "italianese" rappresenta un bell'atto di stima. E nel caso abbia un adattamento che per cause fortuite è molto aderente all'originale lo si schifa perchè "suona male". Però il problema del crepuscolo dell'animazione giapponese in Italia sta tutto in quella scatola che abbiamo in ogni stanza della casa (e non si tratta del PC!):


L'animazione giapponese in Italia è nato come fenomeno televisivo e come tale sta morendo.

Si stanno ritirando gli spazi sopratutto per dei motivi economici. L'animazione giapponese ha smesso di essere il prodotto a buon mercato che era. Noi ci siamo beccati concentrato in dieci anni di trasmissione qualcosa come trent'anni di produzione e ringraziamo il cielo che ci sono arrivate le serie storiche. Le tv generiche sono diventate così costose che un prodotto come l'animazione giapponese, tranne alcuni rari casi, non può sostenersi attraverso la pubblicità e questo è da imputare anche alla scarsa quantità di episodi. Al di là dei discorsi sul potere politico che un'associazione come il MOIGE possiede, chiediamoci quando costa un minuto di trasmissione su Mediaset? Come può una serie di tredici episodi che tra un po' costa quanto una stagione di One Piece riprendere i costi di diritti e di trasmissione? Non c'è il tempo materiale di creare una fidelizzazione verso la serie, sopratutto nel caso debba essere trasmessa cinque volte a settimana. MTV è un caso a parte, perchè ha creato un palinsesto con un contenitore ben preciso dove mettere anime che rispettano più o meno il target per cui sono stati pensati ed i tempi di trasmissione originali (una volta a settimana). Ed è qui che però entra in gioco il qui pro quo. Ciò che secondo me sta di fatto uccidendo l'animazione giapponese è la disponibilità di prodotti.


Hayao Miyazaki è l'ultimo grande narratore universale degli anime. Quando sarà morto rimarranno solo gli otaku.

Questa è secondo me la pura, semplice, cruda, realtà. L'animazione giapponese si sta infatti frammentando in due enormi tronconi. Da una parte le serie per bambini e dall'altra serie animate solo per appassionati duri e puri. Come può una tv generica come Mediaset mandare un qualcosa di cui non capisce nemmeno il target o che è davvero fuori scala anche se fosse un film (Elfen Lied?)? Mentre tutto questo fa gridare un urlo di disperazione a diversi operatori giapponesi del settore che si lamentano del fatto che ci sono anime la cui struttura è una totale fotocopia di un altro anime (di solito "sentimental scolastico")? Come si fa a prendere seriamente un mercato in cui una delle serie che lo sostiene è un cartone come "Strike Witches"? Per chi non lo conoscesse parla di lolite che impersonificano piloti della seconda guerra mondiale trasformandosi in pezzi dell'aereo che pilotava il pilota che rappresentano e che combattono a mutandine al vento?


Che ci crediate o no, ma nel mezzo ci sono Chuck Yeager, Francesco Lucchini e Von Udet (Strike Witches).

Se Atene piange Sparta non ride. Chi ha conosciuto in Italia l'animazione giapponese con la tv è rimasto ancorato a dei ricordi ormai completamente sclerotizzati a tal punto che gli anime diventano una proprietà privata da custodire gelosamente. Dall'altra invece fansubbari che fansubbano tutto ciò che li capita (arrivando anche alle ISO dei Blu-ray da 30 gb!) e si incazzano se una casa compra legalmente (pagando i diritti ai creatori ed a tutto il resto, cosa che non fanno loro) l'anime giurando poi vendetta su tutto ciò di cui hanno più caro (probabilmente una pila di dvd-r doppio strato) quasi fossero dei puri e semplici iconoclasta. Ovviamente non riverso tutto su di noi, una parte della colpa ce l'hanno gli stessi produttori Giapponesi. La fastidiosa sensazione che ci considerano come una scocciatura piuttosto che una opportunità è sempre presente...

La grande stagione dell'animazione giapponese in Italia è finita. Le girelle sono finite o ammuffite. Che esista un mercato o no a loro non importa. Avranno i loro ricordi e loro avranno gli speed fansub totalmente sgrammaticati che tanto desiderano, oppure il fansub con un typesetting osì barocco e con cosìì tanti effetti grafici da diventare quasi uno showreel e riesce a mettere in secondo piano l'animazione stessa.

No, non siamo nel bel mezzo del crepuscolo dell'animazione giapponese in Italia.

ESSA E' GIA' MORTA.

Questo scrivevo qualche mese fa. Certo si tratta di un testo bello corposo e di cose ne sono successe. Il fallimento dell'Exa Cinema e sopratutto il la notizia dell'acquisto da parte di Rai4 di Code Geass ~ Lelouch of the rebellion e cosa accaduta successivamente della messa in onda settembrina di Tengen Toppa Gurren Lagaan. Rinascita? Ma non scherziamo. Le nuove generazioni sono perdute da un certo punto di vista, sono cresciute con ben altri cartoni. Invece che Goldrake e Lady Oscar si ricorderanno quanto era bello Spongebob, i Fantagenitori, Samurai Jack, Kim Possible o Ben10. Ed è giusto così, sono semplici flussi e riflussi della storia.

1 commento:

Carlo ha detto...

pensiamo anche all'animazione in italia:
ho scoperto che i Munchies stanno per apire un sito divertentissimo all'indirizzo www.munchies.it
Sarà pieno di scherzi e tanti altri video irriverenti.
Andate a visitarlo.
A presto

Carlo